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La crisi edilizia mette in difficoltà l'asso del cemento

Una grande azienda come Italcementi, forte e solida negli ultimi decenni, rischia di chiudere a causa della crisi. È solo l'ultima delle tante imprese in falimento.

 

 

La crisi edilizia mette in difficoltà l'asso del cemento

La produzione di cemento, a causa della crisi edilizia italiana e internazionale, è diminuita notevolmente negli ultimi due anni. Italcementi, azienda leader nel settore, ha fermato 9 dei suoi 17 stabilimenti italiani a causa della mancanza totale di richiesta.

Giovanni Battista Ferrario, direttore generale, spiega: "Se prima della crisi il mercato chiedeva e assorbiva una produzione di 42 milioni di tonnellate di cemento, adesso la quota si è più che dimezzata e non arriva a 20 milioni, quindi ci stiamo organizzando. Quello che stiamo facendo è ottimizzare la gestione degli impianti, puntando per il 2013 su Paesi emergenti come Thailandia, India e Marocco per compensare la pesante contrazione in Italia e in Europa".

La decisione, ovviamente, avrà conseguenze anche per gli operai italiani, da decenni lavoratori all'interno dell'azienda. Nel 2013 il cementificio punta a far rimanere operativi 6 stabilimenti su 14 a ciclo continuo.

Quelli fermi saranno quelli presenti in zone dove la richiesta è minima, come, per esempio, al sud. Nel 2015 è prevista la cassa integrazione degli operai, 665 in tutto, mentre i centri più produttivi saranno oggetto di investimenti volti ad aumentare il grado di tecnologia e qualità degli impianti.

Un'altra sconfitta per l'economia italiana, senza ombra di dubbio.

Redazione Edilizia.com
19 Aprile 2013

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