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L'Irpinia lancia l'allarme rosso per l'edilizia

Giorno dopo giorno, sono sempre di più i territori che lanciano l allarme per la questione edilizia. Dopo che il nord è sceso in piazza, ora è la volta del sud, dove le condizioni restano critiche.

crisi edilizia

In Irpinia l’edilizia è stata sempre uno dei settori più produttivi. Occorre, però, parlare al passato: oggi la situazione è la stessa che si trova in tutta Italia, critica.

La Cassa Edile della provincia di Avellino avverte che la situazione degli appalti ha subito un calo del 15%: tra il 2008 e il 2012 i cantieri edili sono passati da 1564 a soli 975. Le nuove attività edili sono calate di 158 unità, quelli restanti sono per il 35% di carattere pubblico e per il 65% di carattere privato.

I Durc rilasciati nel 2012, che attestano le regolarità contributive delle aziende, sono 6376, con un 10,8% in meno rispetto al 2011. I Durc irregolari, inoltre, si attestano con la stessa percentuale del 2011: nessun calo, dunque.

Nessun segno “di vita” da parte dello Stato, mancano anche lavori riferiti a privati e la conseguenza è un 15% in meno di salari provenienti dal settore edile per il 2012.

In generale, nel sud Italia il dato totale dei salari ha subito una flessione che va oltre il 20%. In Irpinia, infine, solo nell’ultimo anno sono oltre 1200 i posti di lavoro persi a causa della crisi, mentre le imprese fallite nel 2012 sono 157.

Una vera strage. Al sud, così come al centro e al nord, la domanda resta sempre la stessa: cosa ha intenzione di fare il nuovo governo?

Redazione Edilizia.com
13 Marzo 2013

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