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IVA 22%: quali saranno le conseguenze per l'edilizia?

Con l'aumento di un punto percentuale di iVA saranno diverse le modifiche subite dal settore edilizio. Vediamo le principali.

 

 

Iva al 22%: quali saranno le conseguenze per l'edilizia?


Il 1° ottobre di questo anno è scattato l'aumento di un punto percentuale dell'IVA. Si è passati dal 21% al 22% e anche il settore edilizio, insieme a quello immobiliare, è stato coinvolto. Nel settore immobiliare vengono colpite le compravendite di abitazioni di lusso e gli immobili non abitativi ceduti.

Ma anche negozi, uffici o depositi (secondo la legge Tupini) sempre ceduti dall'impresa entro cinque anni dalla fine dei lavori. Le uniche strutture a cui il punto percentuale non viene imposto sono le prime abitazioni non di lusso, con imposta al 4% o al 10%.

Negli interventi edilizi l'iva al 22% viene subita sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie di immobili non a destinazione abitativa, ma anche le consulenze professionali subiscono l'aumento. Le fatture di professionisti come geometri subiranno l'aumento di un punto percentuale, così come l'acquisto diretto del proprietario di materiali edilizi come le vernici o beni finiti come i termosifoni. Infissi, caldaie e sanitari subiranno la nuova aliquota, a meno che non rientrino nel piano di IVA agevolata al 10%.

Buona parte del settore immobiliare e delle costruzioni viene dunque colpito. Un aumento rimandato da luglio, ma entrato in vigore a causa della mancanza di soluzioni da parte della politica italiana. Era questo che serviva alle imprese e ai cittadini? Resta qualche dubbio.
 

Redazione Edilizia.com
7 Ottobre 2013

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