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In Puglia la Cisl denuncia la situazione edilizia: imprese vicine al collasso

Oltre 25 mila posti di lavoro andati in fumo. La denuncia arriva dalla Cisl di Bari, che presenta anche i dati regionali del settore.

Cisl

Dopo Marche e Abruzzo è la volta della Puglia. La Cisl denuncia una situazione troppo vicina al limite della sopportazione per aziende e privati. Oltre 25 mila posti di lavoro persi dal 2009 e circa 2 miliardi di euro bloccati in cantieri paralizzati. I dati della Puglia sono preoccupanti.

Le casse edili della regione annunciano che se nel 2009 gli occupati del settore erano 67 mila, nel 2012 si è passati a circa 42 mila e l’anno corrente darà risultati ancora più negativi. È come (spiega la Cisl) se due Ilva avessero chiuso le porte, senza che l’intero governo abbia mosso un dito.

Sono più di 4 mila le imprese pugliesi che hanno chiuso negli ultimi tre anni: nel 2013 si prevede un ulteriore calo di occupazione di almeno il 6%, cioè altri 3 mila posti di lavoro in meno.

Enzo Gallo, segretario generale della Filca Cisl Puglia, ha dichiarato: “Sono cifre drammatiche paragonabili solo a un periodo di guerra eppure basterebbe dare il via ai cantieri per rimettere in moto il sistema e riassorbire tutti i 25 mila lavoratori persi per strada negli ultimi anni".

“Basterebbe dare il via ai cantieri”, ripete Gallo. Eppure sono anni che i cantieri restano inermi, senza nessun cenno di vita. C’è la necessità di un incontro con i vertici regionali per fare qualcosa di concreto nell’immediato. I progetti non mancano e sono stati realizzati diversi investimenti pubblici, ma rimane il problema della partenza dei lavori.

Gallo afferma di voler far partire i primi cantieri in questi mesi, ma non potrà farlo senza un aiuto da parte dei vertici. Come sempre, ci auguriamo che la richiesta venga accolta.

Redazione Edilizia.com
3 Aprile 2013

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