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I peggiori dati del settore edilizio vengono dall'Abruzzo

La Confartigianato rivela i dati generali dell'edilizia, con i dettagli delle singole regioni. L'Abruzzo, tra tutte, è la regione peggiore per la crisi del settore.

 

 

anaepa confartigianato

Negli ultimi mesi il 4% delle aziende attive ha chiuso i battenti. Siamo in Abruzzo, dove la crisi edilizia ha fatto più danni rispetto alle altre regioni. Nonostante la ricostruzione post sisma, le percentuali abruzzesi non sono positive e il terzo trimestre del 2012 segna un calo gravoso per l’edilizia regionale.

Anaepa-Confartigianato hanno analizzato i dati statistici rivelando che il settore artigiano è in assoluto quello messo peggio di tutti. Non solo qui, ma in tutta Italia.

Il 59,2% delle imprese edili abruzzesi è artigiana e sono proprio queste le aziende a soffrire maggiormente. A livello provinciale le percentuali mostrano un calo individuale consistente: Teramo si assesta a -6,6%, L’Aquila a -4,1%, Pescara a -3,8%, Chieti a -1,5%.

Queste aziende, oltre a non avere lavori da parti di privati o da parte delle Pubbliche Amministrazioni, soffrono anche la mancanza dei pagamenti, che si allungano fino ai 180 giorni. I dati negativi vanno imputati anche alla distruzione del sisma, che ha cancellato diversi comuni ancora distrutti e molte aziende, che non hanno ancora avuto modo di tornare alla normale attività lavorativa.

Oltre i dati regionali, ricordiamo che l’intero Paese è ancora in attesa di manovre utili. A un mese dalle elezioni la situazione è ancora instabile.

Redazione Edilizia.com
26 Marzo 2013

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