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Esenzione IMU: gli enti no profit devono adeguare i regolamenti

l Dipartimento per l Economia e le Finanze ha stabilito che, per l esenzione dell IMU, è necessario regolare gli statuti di enti no profit e Istituti ecclesiastici entro cinque anni.

 

 

Si chiama Risoluzione 3/DF ed è stata stabilita dal Dipartimento per l’Economia e le Finanze. Secondo quanto stabilito, gli enti ecclesiastici e non commerciali dovranno adeguare i propri regolamenti entro cinque anni, se vogliono l’esenzione IMU.

Adeguare gli atti significa avere i requisiti necessari per l’esenzione, perché in questo modo sarà possibile analizzare gli adempimenti a carico di questi enti.

Quanto tempo è previsto per l’adeguamento? La regola parla di limite al 31 dicembre del quinti anno successivo a quello in cui è stato fatto il versamento o è stata richiesta l’esenzione. Gli statuti, quindi, andranno modificati entro questo limite e dovranno contenere, nel dettaglio:

  • Il divieto di distribuzione degli utili e degli avanzi di gestione tra soci, lavoratori o collaboratori.

  • L’obbligo di reinvestire gli  utili e gli avanzi di gestione per lo sviluppo delle attività collegate allo scopo istituzionale dell’ente.

  • L’obbligo, in caso di scioglimento, di devolvere il patrimonio a un altro ente non commerciale, operante in attività analoghe a quella istituzionale.

Gli enti ecclesiastici, in particolare, non potendo modificare il loro statuto, dovranno presentare una scrittura privata, senza la quale l’esenzione non è ritenuta valida.

Altro modifiche richieste si possono trovare nella circolare 3/DF scaricabile dal sito del Governo.

 

Redazione Edilizia.com
13 Marzo 2013

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