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Edilizia al sud: gli ultimi dati

La piccola edilizia del sud Italia è stata analizzata da ANCE e altre associazioni. I dati riportati confermano ancora un periodo negativo.

 

 

La piccola edilizia privata del sud è ancora “in rosso”. Il settore, che insieme all’agricoltura muove l’intera economia meridionale, presenta ancora dati molto negativi: i cantieri sono fermi, nuovi lavori non esistono e i finanziamenti pubblici sono a zero. I privati cittadini non hanno accesso al credito per le nuove abitazioni, quindi tutto è fermo, nella speranza che cambi qualcosa.

La regione Puglia, come molte altre, segna una flessione dei mutui del 67%, un numero altissimo per una singola regione. Con dati simili le piccole imprese edilizie (ma anche quelle dei settori affini, come arredamento, artigianato, infissi ecc...) vanno dritte verso il fallimento.

Anche i lavori di ristrutturazione, solitamente ben messi nel sud Italia, hanno subito uno stop forzato: il restauro, anche nei centri storici, è bloccato per mancanza non solo di fondi privati, ma anche pubblici. Il risultato è la vista di centri storici fatiscenti e, in alcuni casi, anche pericolosi dal punto di vista strutturale.

Il settore degli affitti? Anche qui siamo sullo stesso piano. Le case vuote non rendono più, è difficile venderle ma anche affittarle. Chi può, preferisce rimanere dove è. Le nuove coppie, per esempio, acconsentono a vivere a casa di genitori o suoceri, in mancanza di fondi e di accesso al credito: si potrebbe dire che sono obbligati a farlo.

I bilanci pubblici sono in negativo, quindi nessuno si aspetta una mano dai comuni. Che fare, dunque? Se muore la piccola imprenditoria, muore anche il futuro. Un appello deve dunque giungere ai politici italiani, ancora troppo distanti da realtà come quelle presenti al sud Italia.

Redazione Edilizia.com
12 Marzo 2013

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