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Diecimila caschi gialli per salvare l'edilizia

La protesta di ieri (ne avevamo parlato pochi giorni fa) ha dato vita a un forte gesto simbolico: 10 mila caschi gialli in piazza per chiedere aiuto ai poteri forti.

 

 

Aveva preso il nome di giornata della collera: si è svolta ieri a Milano e ha portato in piazza la rabbia di migliaia di lavoratori e imprenditori che non hanno più le forze per combattere la guerra della crisi. Il settore edile, come già abbiamo ripetuto molte volte, è uno dei settori maggiormente colpiti dal 2008 a oggi.

Insieme a imprenditori e cittadini sono almeno 20 le associazioni scese in piazza. Vogliono qualcosa di concreto, un segnale, un’istituzione che sappia cosa fare. Vogliono avere voce e avere una dignità grazie alla ripresa del settore.

Stefano Fugazza, presidente dell’Unione artigiani di Milano, ha precisato che sono 2300 le imprese chiuse nel territorio milanese. Il presidente di Assimpredil Ance, De Albertis, dichiara: “Il Paese deve tornare a credere nella necessità di avere infrastrutture moderne. Non solo.

Le nostre città hanno scuole e ospedali fatiscenti: sarebbe ora di intervenire, a vantaggio del nostro settore certo, ma soprattutto della collettività”.

Qualcuno deve prendersi la responsabilità di ciò che è accaduto e sta accadendo. Ancora più importante, però, è che qualcuno trovi la soluzione per non far morire migliaia di aziende, con altrettante famiglie.

L’urlo di protesta non era abbastanza: ecco, allora, spuntare i 10 mila caschi gialli, a ricordare di come l’unione e la protesta insieme possano forse cambiare le cose.

Redazione Edilizia.com
14 Febbraio 2013

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