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Crisi dell'edilizia: anche i grandi rischiano il fallimento

Se ne contano almeno quattro negli ultimi mesi. Quattro grandi aziende storiche, da sempre legate al mondo dell edilizia, che sono vicine al fallimento.

 

 

 

Anche le grandi aziende sono costrette a chiedere il concordato preventivo: è questo il triste aggiornamento che arriva dal centro-nord Italia. Non solo le piccole e medie imprese, dunque, ma anche le grandi aziende. Cmr, Coopsette, Orion, Unieco: tutte imprese giganti che non hanno più nulla su cui contare. I tribunali sono pieni di richieste di concordato preventivo.

il motivo? Esattamente come per le piccole e medie imprese, anche le grandi hanno difficoltà con gli istituti di credito e soffrono la mancanza di lavoro.

Questi quattro colossi, in realtà, sono solo gli ultimi di una lunga lista. La loro caduta preoccupa il mondo della costruzioni e delle istituzioni e il concordato preventivo, che permette loro di congelare i debiti con fornitori e subappaltatori, uccide di conseguenza anche le piccole e medie imprese che da loro potevano avere qualche piccolo contratto di lavoro.

Cna, Confartigianato e altre associazioni hanno espresso la loro contrarietà per il concordato preventivo concesso ai colossi delle costruzioni: se loro non pagano i debiti, le altre aziende muoiono del tutto. Senza credito e senza lavoro non c’è nessuna possibilità di salvezza.

Solo la provincia di Reggio Emilia, fanno sapere le associazioni del settore, ha perso nell’ultimo anno oltre 2000 posti di lavoro. Si attende una soluzione dai “grandi” del sistema politico, prima di arrivare alla situazione greca. Quale soluzione si potrebbe adottare?

Redazione Edilizia.com
13 Marzo 2013

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