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Confartigianato: ecco come risolvere la crisi edile

Tra le numerose proposte ci sono anche quelle firmate da Confartigianato edilizia. Una serie di iniziative che potrebbero far ripartire il settore in positivo.

 

Il 22 febbraio si è tenuto un incontro a Latina, organizzato dalla Confartigianato sezione edile. L’evento era incentrato sulla crisi edile e le possibili soluzioni: sono diverse le proposte fatte in sede, tutte valide per una ripresa economica e lavorativa del settore edile.

I primi problemi su cui si sono concentrati i membri della Confartigianato sono la troppa burocrazia, le casse edili, l’impossibilità di accesso al credito e la sicurezza nei cantieri. Riguardo quest’ultimo punto è proprio il 12 marzo la scadenza entro la quale le imprese devono aver regolarizzato tutte le loro posizioni, senza eccezioni.

Si è discusso in merito a questa scadenza, ma anche sul problema dell’accesso al credito con le banche:la Confartigianato assicura una mano concreta alle imprese che ne hanno bisogno, grazie allo sportello Artigiancasa. Il problema maggiore resta quello della tutela: le imprese edili italiane non sono tutelate. Un esempio? Il Durc regolare.

Se un mese risulta così critico per l’impresa da non poter pagare la cassa edile, il Durc rilasciato sarà irregolare e sarà impossibile svolgere qualunque tipo di lavoro per l’azienda in questione.

Questo rende il quadro generale ancora più complesso e c’è la necessità di sbloccare la burocrazia, con una mano tesa verso le imprese.

Oltre la semplificazione e la trasformazione burocratica è necessario pensare a nuovi investimenti: energia, bioedilizia e costruzioni a risparmio energetico possono essere una preziosa risorsa per aprire nuove fonti di reddito.

Redazione Edilizia.com
25 Febbraio 2013

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