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Concordato preventivo sempre più diffuso tra piccole e medie imprese

Mentre le grandi aziende crescono, soprattutto all'estero, le piccole e medie imprese si affidano al concordato preventivo. Rischio fallimento per migliaia di esse.
 

 

 

 

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Le grandi aziende di costruzioni non cedono alla morsa della crisi. Il dato mostra addirittura una crescita del fatturato sia in Italia che all'estero, dove hanno scelto di espandersi negli ultimi anni.
 
Gli ultimi dati del 2 marzo mostrano fatturati miliardari, con crescite che si attestano tra il 5% e il 9%. Un esempio è Astaldi, impresa edile con un fatturato di 2,5 miliardi di euro.
 
Se da una parte esiste un'Italia con grandi aziende in positivo, dall'altra c'è un Paese dove le piccole e medie aziende muoiono ogni giorno. Sono proprio queste le imprese a richiedere i concordati preventivi negli ultimi mesi. La speranza, con questi accordi, è di non cadere nel fallimento ma riuscire ad andare avanti pagando i debiti poco alla volta.
 
I grandi riescono, quindi, mentre i piccoli soccombono. L'investimento all'estero, in questo caso, non è tanto una salvezza quanto una continuità di profitto. Se le grandi imprese edili sopravvivono, anzi, migliorano la loro vita in Italia, tanto vale provare a fare lo stesso fuori dal Paese.
 
Perché questa sostanziale differenza? I gruppi dirigenti sono convinti che il segreto sia negli investimenti: avere un portfolio giusto permette di lavorare su più fronti. In quest'ottica rientra anche il tentativo di molte aziende di inserirsi nel settore green.
 
Investimenti senza paura di fallire: pensi anche tu che sia la mossa giusta per piccole e medie imprese?
Redazione Edilizia.com
6 Marzo 2013

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