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Certificazione energetica degli edifici: sarà un atto pubblico

Le certificazioni energetiche compiono un passo avanti: per contrastare l illegalità e il falso saranno equivalente a un atto pubblico, con tanto di responsabilità penale.

 

Venerdì prossimo, al Consiglio dei Ministri, è in votazione un atto del Governo che regola la rendita energetica in edilizia e che si allinea alle direttive europee. Niente più autocertificazioni per l’efficenza energetica degli edifici, ma un vero e proprio atto pubblico.

La nuova certificazione potrà essere rilasciata solo da un tecnico con abilitazione, da un ente pubblico, un organismo privato di ispezione, società di servizi energetici e organismi che operano nel settore edile.

Ogni tecnico, per poter certificare l’efficienza energetica, deve essere in possesso di titoli di studio o corsi di aggiornamento specifici.

Vietato, inoltre, qualunque conflitto di interessi e la certificazione dovrà assicurare trasparenza in questo ambito: in nessun caso potrà esserci parentela (fino al quarto grado) e in nessun caso la certificazione può essere fatta da aziende direttamente coinvolte nella costruzione dell’edificio.

Cosa si rischia? Facendo parte del codice penale (articoli 481) si rischia fino a un anno di carcere e una multa da 51,00 a 516,00 euro

Redazione Edilizia.com
14 Febbraio 2013

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