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ANCE Sicilia: troppe imprese partecipano a gare pubbliche senza vincerne una

L allarme siciliano viene dagli stessi lavoratori: tasse costose per la partecipazione, ma niente di fatto per l assegnazione. Molte aziende non hanno mai vinto una sola gara.

ANCE Sicilia

 

C’è bisogno di riformare il settore italiano delle gare pubbliche. In Sicilia l’allarme viene lanciato da ANCE e lavoratori, che denunciano una situazione insostenibile.

Un’azienda, pur partecipando a dieci gare pubbliche in un anno e sborsando cospicue tasse di partecipazione, arriva a non vincere nemmeno una gara. La situazione è comune a troppe aziende, questo il motivo della protesta.

Per ogni gara, l’azienda versa una tassa di partecipazione, che servirà a coprire le spese per il funzionamento dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Tassa su tassa, un’azienda arriva a spendere anche 30 mila euro in un anno, senza poter riscattare un solo euro. Occorre trovare un modo per abbassare i costi dell’Autorità di vigilanza e permettere alle aziende di pagare molto meno.

Il Sole 24 ore ha fatto una stima dei soldi che l’Autorità spenderà questo anno, in relazione alle gare pubbliche: sono stimati 200 mila euro in spese legali, 250 mila euro di cancelleria, 100 mila euro per acquisto di libri, 286 mila euro per spese telefoniche e 73 mila euro per la formazione.

Molte di queste spese potrebbero essere ridotte, quindi perché non muoversi subito? Si potrebbe partire, suggerisce l’ANCE, dalla stesura di testi per i bandi univoci e a prova di errori di fraintendimento: le spese legali subirebbero subito un forte calo.

Redazione Edilizia.com
8 Marzo 2013

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