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2012: l'anno nero per l'edilizia italiana

Oltre 600 mila posti lavoro persi e più di 11 mila aziende fallite. È il 2012, l'anno più nero per l'edilizia italiana.

 

 

2012: l'anno nero per l'edilizia italiana


Un anno di crisi nera quello che si è concluso da poco. Un 2012 che ci riporta a 40 anni fa, quando l'edilizia non era ancora il pilastro portante dell'economia italiana.

Circa 669 mila posti di lavoro persi, quasi 12 mila imprese fallite in Italia, investimenti calati del 38%: anni di crisi nera che ci fanno piombare all'Italia del dopoguerra, quella distrutta e violentata dalla crisi sociale ed economica. Ma oggi la guerra non c'è, c'è solo un inspiegabile stallo economico che non ci permette di respirare.

L'Ance lancia un nuovo appello e chiede aiuto concreto. Le priorità edilizie restano le stesse: nuovi cantieri, nuovi investimenti, il pagamento dei debiti delle PA, una rivoluzione per l'accesso al credito delle piccole e medie imprese. Richieste comprensibili e urgenti. Parte del problema potrebbe essere risolto con le misure contenute nel Decreto Del Fare, voluto dal governo.

C'è un "ma": il decreto nonè ancora legge, quindi le soluzioni che contiene non possono ancora essere attivate. Passerà molto prima che venga trasformato in legge?

L'eurozona, intanto, ci fa sapere che l'edilizia a maggio 2013 ha avuto un salto positivo del 2% rispetto al mese precedente. In Italia, però, non ce ne siamo accorti. Il periodo nero incombe ancora sulle nostre aziende, che tentano disperatamente di non affondare.

Le uniche soluzioni posso provenire da chi guida il nostro Paese ed è proprio a loro che le Associazioni di categoria si rivolgono, di nuovo: aiutate le imprese italiane, senza di loro muore l'intero Paese.

 

Redazione Edilizia.com
19 Giugno 2013

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