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Prevenzione del rischio sismico

L'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 Novembre 2010, n. 3907, ha definito gli indirizzi ed i criteri d'assegnazione per la ripartizione dei contributi stanziati dall'art. 11 del DL 39/2009 convertito dalla Legge 77/2009 per interventi di prevenzione del rischio sismico. E'...

L'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 Novembre 2010, n. 3907, ha definito gli indirizzi ed i criteri d'assegnazione per la ripartizione dei contributi stanziati dall'art. 11 del DL 39/2009 convertito dalla Legge 77/2009 per interventi di prevenzione del rischio sismico.

Le norme di riferimento

E' stato istituito un Fondo per la prevenzione del rischio sismico che prevede una spesa complessiva di circa 961milioni di Euro nel periodo 2010-2016. Ciò si deve alle disposizioni introdotte dall'obbligo di verifica degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità ha fondamentale rilievo per le finalità di protezione civile e che possono assumere rilevanza in conseguenze ad un eventuale collasso, con priorità per edifici ed opere situate nelle zone sismiche ad alto rischio.

I Comuni destinatari dei contributi

Gli interventi ammessi al finanziamento sono destinati unicamente ad edifici ed opere situati in Comuni nei quali l'accelerazione massima al suolo ag sia superiore a 0,125g ed elencati con i valori del suddetto parametro e relativi periodi di non classificazione sismica.

Possono peraltro finanziati anche edifici ed opere di interesse strategico in Comuni che non ricadono nella categoria, a condizione che l'amplificazione sismica abbia un valore massimo di accelerazione a terra di progetto maggiore di 0,125g.

Gli interventi ammessi al finanziamento
Interventi ammessi al finanziamento:

  • indagini di microzonazione sismica;
  • interventi strutturali di rafforzamento, miglioramento sismico, demolizione e ricostruzione degli edifici e delle opere con esclusione degli edifici scolastici, per i quali sono disponibili altri contributi pubblici (esclusi quelli che ospitano funzioni strategiche);
  • interventi strutturali di rafforzamento, miglioramento sismico, di demolizione e ricostruzione di edifici privati esclusi immobili eseguiti abusivamente in zone alluvionali ed immobili edificati in zone sismiche senza criteri di sicurezza e senza che sia intervenuta sanatoria;
  • interventi urgenti per la mitigazione del rischio sismico, con riferimento a situazioni di elevata vulnerabilità ed esposizione

Modalità di ripartizione delle risorse

La ripartizione delle risorse deve essere effettuata secondo criteri che privilegiano il maggiore rischio sismico delle strutture esposte, con l'obiettivo di ridurre la pericolosità in termini di vite umane. La procedura è finalizzata al calcolo di un Indice del rischio sismico annuo atteso per ciascun Comune, che determinerà a sua volta la graduatoria e la conseguente ripartizione delle risorse disponibili tra le Regioni.

Redazione Edilizia.com
16 Dicembre 2010

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