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Piano Casa: agevolazioni permanenti.

F.IN.CO: rendere le agevolazioni del piano casa permanenti per imprese e cittadini....

2186_finco.jpgPer permettere una programmazione migliore e duratura F.IN.CO , Federazione Industrie prodotti Impianti e Servizi per le Costruzioni, ha richiesto di rendere permanenti le agevolazioni previste dal Piano Casa sia per le imprese che per i cittadini .

L'associazione, in quanto rappresentante delle Industrie ed i Sistemi per le Costruzioni e Manutenzioni edili e stradali, ha appoggiato favorevolmente le misure adottate nel Piano Casa che, seppur frammentariamente, come si legge in una nota di Confindustria, ha dato il via ad un ciclo di sviluppo e occupazione che entro il 2010 dovrebbe portare ad una netta ripresa nel settore.

La stima di F.IN.CO è che il decreto Piano Casa porterebbe direttamente nel settore imprenditoriale industriale ed artigiano agevolazioni pari a 20 miliardi di euro con un risultato di 200.000 posti di lavoro (fra posti mantenuti e nuovi occupati). In realtà le cifre e gli effetti stimati andrebbero rivisti e analizzati in quanto sono venuti a mancare alcuni requisiti fondamentali: omogeneità in termini volumetrici e di ampliamenti consentiti, durata delle agevolazioni, tipologie di manufatti e tempi di avviamento.

Di estrema importanza è stabilire i tempi d'inizio lavori sottoposti ad autorizzazione. Le lungaggini in termini di approvazione e avviamento influenzerebbero negativamente gli esiti del Piano, poiché quasi tutte le Regioni hanno posto il limite di attuazione degli interventi entro i 18 mesi.

abattere.jpg

Punto nevralgico del Piano casa è la misura di demolizione e ricostruzione con premio volumetrico subordinato naturalmente ad una dichiarazione di adeguatezza antisismica del progettista ed a condizione di assicurare criteri di risparmio ed efficienza energetica.

Con Abbattere per Ricostruire, progetto promosso nei due Congressi tenuti dalla Federazione di Confindustria, non verrà consumato territorio per nuove costruzioni , ma si dovrà puntare sulla manutenzione e riqualificazione delle costruzioni esistenti. Sarebbe opportuno, invece, ricostruire "in loco" oppure in aree diverse, ma con inibizione a riedificare nella zona abbattuta.

Si tratta quindi di un provvedimento di sostituzione urbana che considera il territorio come risorsa limitata, in cui il Piano dovrà assumere il ruolo di lungimirante azione di riqualificazione del patrimonio edilizio urbano, razionalizzazione urbanistica e contenimento dei consumi energetici.


Circa i due terzi del complesso delle case costruite in Italia risalgono a prima del ‘76, risultando vecchie e energeticamente inefficienti. Con il programma "abattere e ricostruire" si porta finalmente soddisfare la Direttiva Ue sul rendimento energetico in edilizia. Ai fini di tale adempimento, FINCO richiede la resa permanente della "rottamazione" degli edifici, che consentirebbe una più facile erogazione delle agevolazioni del 55% per la "riqualificazione sismica".

Finco auspica un’applicazione del Piano rapida ed uniforme a livello nazionale, con un indirizzo forte e incisivo, garantendo la massima vicinanza alle esigenze dei cittadini.

Redazione Edilizia.com
3 Luglio 2009

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