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La regolazione della pressione nelle reti acquedottistiche

Per ridurre drasticamente le perdite occulte, male endemico degli acquedotti, è sufficiente livellare la pressione di consegna dell´acqua all´utenza per tutte le 24 ore della giornata....

SOMMARIO

Per ridurre drasticamente le perdite occulte, male endemico degli acquedotti, è sufficiente livellare la pressione di consegna dell´acqua all´utenza per tutte le 24 ore della giornata. E´ questo l´eclatante risultato che emerge dall´attività di una ditta brasiliana in alcuni interventi effettivamente realizzati e descritti nell´articolo. Senza che ce ne fosse bisogno, è dimostrata la necessita degli interventi rivoluzionari che chi scrive questa nota và sollecitando da anni: abbandonare gli schemi classici di reti alimentate a pressione fissa con serbatoio di testata ed adottare il pompaggio diretto in rete a pressione regolata oppure, per gli acquedotti a gravità, la regolazione puntuale della pressione di esercizio tramite valvole controllate da computer.

LA REGOLAZIONE DELLA PRESSIONE NELLE RETI ACQUEDOTTISTICHE.

L´ESPERIENZA BRASILIANA
Viene riportata qui di seguito una memoria concernente l'installazione su reti di distribuzione d´acqua potabile preesistenti, una delle quali di grandissima importanza essendo quantificabili in ben 26 milioni gli abitanti da essa serviti, di un sistema completo di regolazione della pressione d'esercizio. La memoria, redatta direttamente dalla società responsabile dell´installazione e della sua gestione iniziale, viene qui fedelmente riprodotta allo scopo di non alterarne minimamente i contenuti fatte salve le inevitabili imperfezioni dovute alla traduzione in italiano, dalla lingua originale cioè dal portoghese.

Dopo aver sommariamente indicato le possibilità offerte ed i risultati ottenibili, vengono in essa descritti due interventi effettivamente realizzati in reti acquedottistiche preesistenti precisandone caratteristiche e risultati ottenuti.

Ne risulta inequivocabilmente che la regolazione della pressione delle reti di distribuzione acquedottistiche, pur essendo nel caso specifico effettuata tramite valvole di riduzione e cioè con dissipazione dei carichi idraulici in atto, presenta notevoli vantaggi sia dal punto di vista meramente economico e sia da quello gestionale. L´economia di esercizio è data dal minor fabbisogno idrico conseguente alla netta riduzione delle perdite occulte, dalla diminuzione dei piccoli guasti di rete, merito indiscusso della minore pressione notturna di esercizio ed infine dalla diminuzione, del tutto analoga, dei guasti all´interno delle abitazioni degli utenti.

Dal punto di vista tecnico-gestionale si ottengono i benefici di una maggior durata delle apparecchiature idrauliche ed inoltre di un servizio migliore per gli utenti ai quali l´acqua può essere fornita con pressioni livellate. Tali ambiziosi traguardi sono garantiti dalle esperienze fatte sul campo dalla ditta brasiliana BBL e sommariamente visibili nel sito internet bbl@bbl.com.br, la quale si propone di applicare anche in Italia la sua metodologia ed il know-how acquisito avendo un suo rappresentante commerciale in Milano ai n. Telefonici 0240915696 -3358130408

Le conclusioni finali che a questo punto si possono trarre vanno ben oltre le considerazioni sopra riportate.

Ad avviso del sottoscritto l´elemento fondamentale che risulta inconfutabilmente dalla memoria è la prova che le perdite occulte dipendono essenzialmente dalla pressione di funzionamento delle reti acquedottistiche. A conferma di tale conclusione viene qui riportata testualmente una frase della relazione."le perdite occulte nei sistemi di distribuzione idrica sono molto più sensibili alle variazione di pressione che alle altre cause, essendo la pressione stessa uno dei parametri più importanti per le perdite e per la frequenza con cui esse si manifestano".

Se ne deduce immediatamente che la regolazione della pressione di esercizio rappresenta un'operazione essenziale per tutte le reti acquedottistiche, sia se funzionanti a gravità sia a sollevamento meccanico e che pertanto il funzionamento a pressione di testata fissa, caratteristico della maggior parte degli acquedotti in normale servizio e che contrasta nettamente con i principi enunciati nella memoria stessa, è tecnicamente ed economicamente da considerarsi errato. Una volta stabilito quest'importantissimo concetto di base si arriva inevitabilmente alla seguente determinante considerazione: la regolazione della pressione degli acquedotti 24 ore su 24 attuata mediante installazione in rete delle valvole di riduzione è indispensabile in tutti gli acquedotti funzionanti a gravità. Per le reti il cui carico piezometrico è ottenuto tramite sollevamento meccanico, la regolazione tramite le valvole deve essere considerata, visti gli ottimi risultati che in ogni caso essa è in grado di dare, una "estrema ratio" da attuare su quelli preesistenti o nei quali non sia possibile apportare sostanziali modifiche di assetto. Invece in complessi idrici di nuova costruzione e più in generale, tutte le volte che le caratteristiche degli impianti lo consentono, si deve abbandonare lo schema idrico classico a pressione di testata fissa per adottare invece il sistema basato sulla regolazione generale della pressione di testata attuata tramite pompaggio diretto in rete a pressione variabile asservita alla pressione finale dell´acqua al domicilio dell´utenza. Il compito affidato alle valvole di cui sopra resta, nel caso in esame, limitato alla sola regolazione minuta della pressione nelle aree nelle quali la modulazione di pompaggio ora citata risulta inefficace od insufficiente.

Dalla memoria risulta confermato un altro concetto molto importante e cioè che la maggior parte delle perdite occulte delle reti acquedottistiche ha luogo di notte quando il consumo degli utenti è minimo e la pressione, in assenza di valvole o di altri sistemi di regolazione, cresce. Infatti, nei due esempi riportati, è bastato abbassare con le valvole la pressione notturna, e soltanto quella, fino a livellarla con quella diurna per ottenerne una drastica riduzione. Come logica deduzione si arriva a concludere che le regolazioni auspicate dal sottoscritto in numerosi suoi articoli (vedi http://altratecnica.3000.it) e basate su un ulteriore abbassamento della pressione notturna fino a portarla ad un valore ancora più basso ed appena sufficiente per il recapito della poca acqua che viene consumata la notte, produrrebbe risultati ancora più interessanti di quelli annunciati nella memoria.

Da rilevare un ulteriore aspetto. Nella memoria si pone in risalto, anche mediante un grafico che ne quantifica i benefici, come la riduzione della pressione contribuisca anche a diminuire sensibilmente il numero di rotture in rete. A tale riguardo occorre aggiungere come tali rotture siano in genere provocate non tanto dalla pressione elevata in condotta quanto piuttosto dai colpi d´ariete che vi si verificano. Ebbene la presenza delle valvole, il cui scopo principale è quello di livellare la pressione, esplica anche una importante azione, secondaria ma altrettanto importante, di riduzione dei colpi d´ariete sia come numero che come intensità dell´onda pressoria da essi generata, azione cui si deve la citata diminuzione di rotture.

LA PRESSIONE NEI SISTEMI DI DISTRIBUZIONE DELL´ACQUA

RELAZIONE TECNICA ORIGINALE REDATTA DA BBL Engenharia (Bureau Brasileiro s/c) ltda

Continua...

Fonte: AltraTecnica

Redazione Edilizia.com
29 Novembre 2005

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