La 31ma edizione dell’Assemblea Generale dell’ISO si è tenuta quest'anno a Dubai. Si è trattato di una prima assoluta di grande rilievo, visto che mai prima d’ora si era tenuto un appuntamento di questo genere in Medio Oriente o in un paese arabo.
L'esito è stato positivo, come ha sottolineato con soddisfazione il Ministro dell’Economia degli Emirati, che ha aperto l’Assemblea e dato il benvenuto alle numerose delegazioni presenti, non nascondendo il proprio entusiasmo per l’evento, per il risultato nonché per l’importanza della normazione e di un uso strategico delle norme, tanto più in un’ottica di sviluppo sostenibile, mai così auspicato come in questa area del mondo.
Dello stesso avviso anche il Presidente dell’ISO: certo che il messaggio sull’utilità delle norme internazionali sia giunto ora in modo globale, Hakan Murby si è detto convinto che tali norme vadano a tutto vantaggio soprattutto dei paesi in via di sviluppo e della loro ricerca di maggiore visibilità e autorevolezza sulla scena internazionale. Un pensiero, questo, condiviso anche dal Segretario Generale uscente, Alan Bryden. Egli ha insistito sulla necessità di adattamento della normazione al mondo esterno, inteso in termini di contesto geo-politico, di integrità ambientale, di equità sociale, di crescita economica, nonché delle nuove esigenze dettate dalla società e dal mercato, che prendono il nome di risparmio energetico, di energie alternative o di cambiamenti climatici.
Questo comporta, per l’ISO, un’attenta valutazione o un’eventuale rivisitazione del proprio "business model", che non può restare indifferente agli sviluppi e che, addirittura, laddove è possibile, dovrebbe sapere anticipare bisogni, aspettative, volontà. Un modello – come sottolineato da alcuni dei presenti – per il quale si auspica un sempre maggior coinvolgimento di chi ha responsabilità politiche, così da realizzare azioni in perfetta sinergia, a vantaggio di tutti, da concertare naturalmente con le altre organizzazioni internazionali, IEC ed ITU, e in linea con gli organismi con cui l’ISO collabora da anni.
E’ il caso del WTO che, nell’intervento della Direttrice della Divisione "Trade and Environment", ha confermato l’importanza delle norme e ha sottolineato il nuovo ruolo che ci si aspetta dai paesi in via di sviluppo in un prossimo futuro. Oppure dell’UNIDO (United Nations Industrial Development Organization), che ha insistito sul concetto di sicurezza dei prodotti, sul valore della rintracciabilità, sull’importanza di creare infrastrutture per la qualità e, quindi, sulle norme come valido strumento per realizzare tutto questo.
"Alla luce di ciò - ha dichiarato Bryden - diventa fondamentale per l’ISO trovare metodi e strategie per allargare il più possibile le categorie dei suoi stakeholders e il loro livello di coinvolgimento, oltre all’industria, che resta ancora l’"attore protagonista" nell’arena normativa, ai consumatori, le pubbliche autorità, i sindacati e le realtà sociali in genere, in modo da garantire una copertura totale di chi potrebbe beneficiare delle norme, consentendo, così, di offrire un contributo diretto alla loro realizzazione".
Definita dunque la ricetta, vanno trovati gli "ingredienti": ISO li identifica nella capacità di comunicare e di promuovere, nell’efficienza, nell’attenzione riposta sugli argomenti di maggiore rilevanza e nella visione lungimirante, condizione irrinunciabile per mantenere un ruolo di leader affidabile, credibile, sicuro.
Non a caso l’Assemblea Generale di quest’anno ha dedicato un intero punto della sua agenda alla necessità di salvaguardare il marchio ISO, evitandone un uso denigratorio o fuorviante, bensì al contrario favorendone uno positivo, come mostrano alcuni esempi contenuti in un video trasmesso in sala, tra cui spiccava quello della targa posta all’entrata della sede UNI che, oltre al nostro logo, mostra quello di ISO e CEN.
Un "momento di gloria" per l’Italia che si è ripetuto in occasione della consegna del Premio Eicher, istituito in memoria dello storico Segretario Generale dell’ISO scomparso diversi anni fa e attribuito agli organi tecnici che dimostrino particolari doti prestazionali e un approccio innovativo, efficiente e globale nella gestione del lavoro tecnico. Il vincitore di quest’anno è stato l’ISO/TC 127 "Macchine Movimento Terra", il cui il sottocomitato SC4 è coordinato da un italiano, il dottor Roberto Paoluzzi, dell’Istituto Macchine Agricole e Movimento Terra (IMAMOTER), nonché uno dei Consiglieri dell’UNI (colui che, in questo ambito, rappresenta il CNR).
La "Open Session" di quest'anno ha avuto per titolo: "Edifici per un futuro sostenibile".
Se si pensa che la prima cosa che colpisce l’occhio del turista a Dubai sono i cantieri aperti, le opere in costruzione, gli edifici che sembrano fare gara alla ricerca di forme e altezze al limite dell’umano, tale argomento non poteva trovare collocazione migliore, come degno della location è stato anche il parterre dei relatori: architetti, ingegneri, esperti che hanno saputo dare una visione d’insieme, ma anche entrare nel dettaglio di situazioni volutamente esemplificative.
La giornata - intensa e proficua - ha portato all’evidenziazione di tre aspetti che, in realtà, sono tre bisogni: quello di giungere a una visione sistematica degli edifici, in cui convogliare l’efficienza, la sicurezza e l’accessibilità, quello di ampliare la copertura normativa al concetto di interoperabilità tra strutture, componenti e collocazione degli edifici e, infine, quello di valutare questi ultimi in un’ottica di "ciclo di vita", ovvero dalla progettazione all’utilizzo finale, passando attraverso tutte le fasi della costruzione.
Il secondo giorno di Assemblea si è aperto con un argomento sensibile, risultato e conseguenza del cambiamento del panorama e degli equilibri geo-politici, destinati, inevitabilmente, a condizionare le scelte strategiche dell’ISO, ma anche la composizione dei suoi organi direttivi: aumentare il numero di membri all’interno del Consiglio e del TMB (Technical Management Board), con il necessario adeguamento dello Statuto e delle Regole di Procedura.
Ad oggi il Consiglio è costituito da 18 rappresentanti e il TMB da 12, nominati tra i membri a pieno titolo, suddivisi in quattro gruppi sulla base di una serie di criteri: dal PIL al numero di segreterie gestite. In entrambi i casi il Gruppo 1 è quello dei cosiddetti membri permanenti, ovvero coloro che, per diritto acquisito per "peso" economico e tecnico, vengono rieletti senza necessità di voto. La proposta avanzata dal Segretario Generale chiede l’allargamento di un posto nel gruppo dei permanenti e uno nel Gruppo 4, mentre per il TMB si suggerisce l’aumento di un membro del Gruppo dei permanenti ed uno del Gruppo 2.
La richiesta, per quanto accettata e votata, non ha trovato tuttavia un totale consenso, in primis da parte italiana.
UNI, infatti, è convinto che l’allargamento da 18 a 20 membri nel Consiglio e da 12 a 14 nel TMB non sia sufficiente a rispecchiare l’attuale contesto geopolitico e farsene espressione autentica, cosa che, al contrario, sarebbe garantita con un numero superiore di rappresentanti, in particolare in seno al Consiglio.
Forte di questa convinzione, condivisa tra l’altro da altre delegazioni, quella italiana ha chiesto - e ottenuto in forma di risoluzione - di considerare questo cambiamento come il primo passo di una revisione che sarà oggetto del prossimo Piano Strategico dell’ISO (2011-2015), di cui porrà le basi l’attuale Segretario, ma che sarà poi gestito, sviluppato e completato dal suo successore.
Un'altra proposta, certamente di minor impatto, ha riguardato le regole di Statuto per quanto concerne la convenzione secondo cui l’Assemblea Generale dovrebbe tenersi ogni tre anni a Ginevra: visto l’importanza che i membri attribuiscono alla possibilità di tenere questo evento a casa propria, in termini di visibilità, credibilità, coinvolgimento di partners locali, si è deciso di offrire ai paesi la libertà assoluta di ospitare questo appuntamento annuale.
Il calendario è già ricco: Sudafrica nel 2009, Norvegia nel 2010 e proprio a Dubai è giunta la candidatura degli Stati Uniti per il 2012.
La parte conclusiva dell’Assemblea Generale è stata dedicata agli impegni istituzionali, ai saluti e ai ringraziamenti.
L’impegno istituzionale più importante è stata la nomina dei nuovi membri di Consiglio. Quest’anno, i presenti sono stati chiamati a eleggere solo i rappresentanti del Gruppo 3, poiché il Gruppo 2 non necessitava di cambi e il Gruppo 4 ha espresso due soli candidati, Giordania e Slovenia, a copertura dei due soli posti disponibili.
Ai due già nominati, quindi, si sono aggiunti, per il biennio 2009-2010, gli Emirati Arabi, l’Indonesia, la Finlandia e l’Argentina.
I saluti sono stati riservati in particolare al Presidente, Hakan Murby, che conclude il suo mandato lasciando il testimone all’australiano Alan Morrison.
Conclusa l'Assemblea Generale, nel corso della riunione del Consiglio è stato eletto il successore dell'attuale Segretario Generale, Alan Bryden, che lascerà ufficialmente la carica il prossimo mese di marzo: si tratta del neozelandese Robert Steele.
Il prossimo appuntamento per l'Assemblea Generale sarà a Cape Town, in Sudafrica. Anche in questo caso una "prima assoluta", perché la regione africana non ha mai ospitato questo appuntamento.

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