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Amministrare una città sostenibile

La città come principale infrastruttura per la vita e l'economia sostenibile del futuro....

La città come principale infrastruttura per la vita e l’economia sostenibile del futuro: questo il tema su cui si sono confrontati i relatori del convegno “Amministrare una città sostenibile”, proseguendo la riflessione che iniziò già a Siviglia nel 2007, in occasione del convegno delle città sostenibili.
Come fa notare la moderatrice dell’incontro Pinuccia Montanari, del Comune di Genova, gli amministratori hanno il compito delicato e difficile di tradurre ciò che viene deciso dall’alto e in questa sfida vanno aiutati, fornendo loro riferimenti pratici, perché possano aumentare gli esempi di amministratori virtuosi che già esistono.

O la sostenibilità passerà attraverso le città o si perderà la sfida”, sottolinea Franco Zunino, Assessore all'Ambiente della Regione Liguria. E’ cruciale in quest’ottica, secondo Zunino, saper e poter intrecciare il globale con il locale, procedere agli acquisti verdi, imparare a considerare alcune criticità come un’opportunità piuttosto che come un problema (i rifiuti per esempio), stipulare piani energetici ambientali regionali, ecc. Franco Zunino ricorda una legge regionale della Liguria, la 22 del 2006, con cui veniva introdotta la certificazione energetica degli edifici, strumento essenziale che purtroppo una successiva legge statale ha inficiato parzialmente, abolendo le sanzioni previste.

Nel proprio intervento Pietro Novelli, della Regione Toscana, ha raccontato tutti gli strumenti messi a punto dalla propria amministrazione sul cammino della sostenibilità: dai già citati acquisti verdi dell’amministrazione, ovvero i Green Public Procurement (GPP), al Premio Ecoefficienza 2009-2010, alla predisposizione di alcuni indicatori di sostenibilità per finire con la Rete delle Agende 21, nata dalla volontà degli Enti Locali toscani di collaborare per rendere più efficace e rapido il processo di applicazione dei principi di sviluppo sostenibile.

E’ intervenuto anche Daniel Morchain, della ICLEI, acronimo di International Council for Local Environmental Initiatives – che è un'associazione internazionale costituita da amministrazioni locali che si occupa di prevenire e risolvere problemi ambientali locali, nazionali e globali attraverso la realizzazione di azioni a livello locale. A proposito dell’attività della ICLEI, Morchain cita l’interessante e pionieristico esempio della casa solare di Rosignano: realizzata in provincia di Livorno si tratta di un prototipo di casa ideale a basso consumo energetico che prevede un involucro ad alto isolamento termico e l’installazione al suo interno di impianti a fonti rinnovabili e ad alta efficienza energetica. Morchain ricorda il concetto del Gross National Happiness, in antitesi al PIL, indice che tiene conto anche dell’oramai riconosciuto concetto di felicità, al quale contribuisce dunque anche la presenza di aree verdi, di maggior tempo a disposizione, di aria pulita, ecc

La questione calda è ancora una volta la possibile alleanza tra beneficio economico e impatto ambientale e a questo proposito l’esperienza dell’Environmental Park di Torino, raccontata da Stefano Dotta, rappresenta una delle best practices in assoluto.
L'Environment Park è uno dei due parchi tecnologici torinesi nati da operazioni di trasformazione urbana. Esso sorge sulle aree ex-Teksid (circa 25.000 metri quadri) ed è stato realizzato tra il 1997 e il 2000 grazie al finanziamento dell’Unione Europea e su iniziativa di Regione Piemonte, Città di Torino e Unione Europea. Si tratta del primo Parco Scientifico Tecnologico dedicato alle tecnologie ambientali, con l’ambizione di promuovere lo sviluppo della ricerca applicata favorendo l’integrazione dei criteri ambientali nella produzione e nel processo di consumo mediante il supporto all’innovazione tecnologica.

Dotta
ha illustrato come la zona di Spina 3, precedentemente destinata all’industria pesante, è stata riqualificata, offrendo uno spazio a una sessantina di aziende che lavorano sulle tematiche ambientali, producendo energia termica da fonti rinnovabili, realizzando due laboratori di eccellenza nel settore delle nano tecnologie e dell’utilizzo dell’idrogeno.
Stefano Dotta spiega anche come è stato realizzato il progetto della centralina idroelettrica, che rende autosufficiente tutto il complesso dell’Environment Park torinese e costituisce il primo esempio di centrale idroelettrica urbana, sfruttando le acque del fiume Dora Riparia e un vecchio canale recuperato. Una realtà che racconta meglio di tante parole, con il suo risparmio annuale di 1.900 tonnellate di emissioni di gas serra in atmosfera, come la logica del profitto possa andare a braccetto con l’ambiente.

Redazione Edilizia.com
8 Marzo 2010

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