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Tavola Rotonda sulla qualità delle costruzioni

Un Eco-Prestito come più efficiente alternativa al bonus per l'acquisto delle case. ...

Si è chiusa a Roma la Tavola Rotonda organizzata da Confindustria Finco il 14 aprile e dedicata alla qualità nelle costruzioni. Un’occasione, per la Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni, per ribadire che gli incentivi per l'acquisto delle case sono insufficienti e male impostati e sarebbero da sostituire con il meccanismo dell’Eco-prestito.

Elemento unificante delle industrie dei materiali, degli impianti e delle opere specialistiche che Confindustria Finco riunisce e rappresenta attraverso le Associazioni ad essa federate (un comparto forte di circa 20.000 imprese per oltre mezzo milione di lavoratori) è la qualità.

Un tema declinato attraverso il Piano Casa 2 (Demolire per Ricostruire) ad un anno dall’accordo Stato/Regioni, la sostenibilità ed efficienza energetica degli edifici (con le relative misure a sostegno) e la normativa sugli appalti (con l’imminente approvazione del Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti Pubblici).

Per quanto riguarda in particolare le misure per la casa previste nel cosiddetto “Decreto Incentivi”, la Presidente di Finco Rossella Rodelli Giavarini ha espresso insoddisfazione sia per la somma totale stanziata che per le modalità scelte dal Governo per erogare i contributi all'acquisto, giudicando modesti i 60 milioni di euro stanziati, che corrisponderebbero in tutto, con un bonus per un massimo di 5/7.000 euro utilizzabili, all’acquisto di circa 10.000 appartamenti.

"É poco plausibile che si decida un acquisto che impegna cifre cinquanta o cento volte maggiori sulla base di un bonus di questo modesto ammontare", ha dichiarato la Dr.ssa Giavarini, che ha auspicato l'adozione di un Eco-prestito fino ad un massimo di 30.000 euro per ciascun beneficiario, a tasso agevolato (0%) e di durata decennale, del quale si potrebbe usufruire certificando di aver effettuato almeno 2 interventi di incremento dell'efficienza energetica. “Su questa proposta abbiamo constatato il favorevole orientamento “bi-partisan” della Camera dei Deputati.

Nel corso del dibattito è stato toccato anche il tema degli appalti. “Non si può investire in qualità se la catena dei pagamenti non funziona, se si appalta al massimo ribasso e se non vi è riconoscimento della qualificazione aziendale” ha aggiunto la Presidente.

Qualità. La vera parola chiave. La sintesi da cui partono le proposte di Confindustria Finco per il rilancio del settore.

Puntare in alto” per quanto riguarda il livello qualitativo. “Meglio, lo dico provocatoriamente, qualche opera in meno, ma di alta qualità: dobbiamo batterci perché prevalga innanzitutto la logica del rispetto in termini di sicurezza, durabilità, garanzia nei confronti dell'utilizzatore finale. Se lasciamo che vinca la logica del contenimento dei costi iniziali, dobbiamo prevedere che l'opera finale non risponda ai requisiti base previsti e, soprattutto, avremo dei costi aggiuntivi non prevedibili di manutenzione, interventi correttivi, mal funzionamento, che non sono da trascurare. É indispensabile avere una selezione accurata degli operatori e delle loro specifiche capacità e professionalità, attuare un'operazione di moralizzazione che preveda efficaci forme di controllo e verifica e, da parte degli operatori, imporsi la serietà di accettare solo i lavori per i quali si dispone della necessaria professionalità. No al pressapochismo e all'improvvisazione” ha chiosato la Presidente.

Ancora nell’ambito degli appalti, un altro argomento forte emerso nel corso della discussione ha preso origine da uno studio, elaborato con Assimpianti Tecnologici dell'Unione Industriali Torino, dal quale si è evinto che le preoccupazioni in merito al restringimento della concorrenza nel mercato delle opere superspecialistiche (per i bandi in cui sono indicate, come scorporabili, opere di particolare specializzazione) sono infondate e facilmente confutabili.

Nella tabella di sintesi (riportata di seguito) vengono classificati i bandi di gara pubblicati dal 1° gennaio 2009 al 1° aprile 2010 per verificare in quanti di questi fossero indicate opere scorporabili ascrivibili a categorie di particolare specializzazione e valutare, quindi, se siano realistici o meno i rischi, per il mercato e la concorrenza, paventati da taluni.

In Italia, nel periodo di riferimento, i bandi relativi ad appalti di lavori pubblicati su: Gazzetta Ufficiale UE, Gazzetta Ufficiale della Repubblica e Bollettini Ufficiale delle Regioni e delle Province Autonome e siti internet delle stazioni appaltanti sono stati 28.296.

Nell’esaminare i dati sono state prese in considerazione solo le categorie che hanno meno di mille imprese attestate, presupponendo che con almeno mille attestazioni la concorrenza sia da ritenersi, comunque, sufficientemente garantita (a dimostrazione di tale presupposto è stata inserita nella tabella che segue la categoria OS21 in cui risultano attestate 3.280 imprese.)

La tabella riporta nella prima colonna le categorie SOA, nella seconda il numero di attestazioni nella categoria, nella terza colonna il numero di bandi in cui nel corso del periodo esaminato è comparsa tale categoria come opera scorporabile (si tratta di un dato che non tiene conto dell’importo e pertanto vi è la possibilità che non in tutti questi bandi la categoria superasse il 15%), la quarta colonna indica il valore percentuale di incidenza di questi bandi sul totale dei bandi rilevati e infine nell’ultima colonna è indicato il numero di aziende per bando di gara (dato assolutamente indicativo in quanto questi bandi sono rilevati su 15 mesi).

Categorie Numero di attestazioni Numero di bandi in cui compaiono come scorporabili Percentuale sul totale dei bandi Imprese per bando
OS 4 382 139 0,491 2,748
OS 5 451 5 0,017 90,2
OS 8 703 102 0,360 6,892
OS 11 185 16 0,056 11,56
OS 12 754 100 0,353 7,54
OS 13 284 0 0 -
OS 14 202 1 0,003 202
OS 20 117 0 0 -
OS 25 302 2 0,007 151
OS 27 138 0 0 -
OS 29 178 12 0,042 14,833
OS 34 150 14 0,049 10,714
OS 21 3280 314 1,109 10,445

Come si può rilevare l’incidenza delle gare in cui queste opere appaiono come scorporabili è talmente marginale (si tratta in ogni caso di percentuali inferiori all’1%) che pare assolutamente ingiustificato ipotizzare turbative del mercato e della concorrenza.

Le uniche opere per cui si potrebbero paventare difficoltà relative alla possibilità di individuare già in sede di gara il partner di ATI potrebbero essere quelle relative alla categoria OS4, ma anche in questo caso vale la considerazione che tali eventuali problemi, nel corso di questi 10 anni di applicazione della norma, non hanno mai compromesso nessuna gara e non hanno mai causato turbative del mercato.

Tra i relatori della Tavola Rotonda, Angelo Artale (Direttore Generale Confindustria Finco), Andrea Bianchi (Direttore Generale per lo Sviluppo Produttivo e Competitività - Ministero dello Sviluppo Economico), Giancarlo Coracina (Consigliere Acai), Domenico Crocco (Capo Dipartimento Infrastrutture del Ministero per le Infrastrutture), Giuseppe Freri (Presidente Federcomated – Confcommercio), Federico Grazioli (Presidente Accredia), Francesco Karrer (Presidente Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), Mario Lupo (Presidente Agi e Vice Presidente Ance), Libero Ravaioli (Vice Presidente Finco e Vice Presidente Cepmc), Gualtiero Tamburini (Presidente Assoimmobiliare e Nomisma) e Cesare Trevisani (Vice Presidente Confindustria per le Infrastrutture).

Redazione Edilizia.com
29 Aprile 2010

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