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AGEFIS: Mancato accordo riforma del catasto

La Delega fiscale bloccata al Senato contiene provvedimenti fondamentali come la riforma del catasto, che va nella direzione di un ammodernamento del Paese ispirandosi a logiche di equità sociale....

Torino,  29  novembre   2012   “I  dati recentemente diffusi dall’Agenzia del Territorio e dal Dipartimento delle Finanze e contenuti nel rapporto “Gli immobili in Italia 2012” sono chiari: metà dell’IMU attesa al saldo il prossimo 17 dicembre sarà   versata   dai   contribuenti   con   un   reddito   inferiore   ai   26   mila   euro.   Appare   quindi   evidente   come   la   necessità   di   una   profonda   revisione   dei   parametri   fiscali   vada   soprattutto   nella   direzione   di   tutelare   le   fasce   di   reddito   più   basse,  sulle  quali  l’iniquità  dell’IMU  ha  effetti  particolarmente  negativi  e  recessivi”.

A   dichiararlo   è   Mirco   Mion,   Presidente   AGEFIS   –   Associazione   dei   Geometri   Fiscalisti   –   che   da   tempo   denuncia   come   l’introduzione   dell’imposta   abbia   portato   ad   una   sperequazione   dell’imposizione   fiscale,   calcolata   su   rendite   che   non   rispecchiano   il   valore   reale   di   mercato   degli   immobili.  “La  riforma  del  catasto  proposta  dal  Governo  Monti,  basata  sulla  revisione    dei  criteri  per   la  stima  degli  immobili  ai  fini  fiscali,  ha  come  obiettivo  dichiarato  quello  di  allineare  i  valori  fiscali   a  quelli  reali  di  mercato,  ponendo  un  argine  a  situazione  paradossali  ma  non  certo  infrequenti,  per   cui   chi   possiede   un   immobile   accatastato   recentemente   e   quindi   di   maggior   valore   commerciale,   paga   la   stessa   cifra   di   un   immobile   analogo   e   della   stessa   categoria   catastale,   ma     accatastato   magari  molti  decenni  prima  e  quindi  con  un  valore  commerciale  decisamente  inferiore”.

L’auspicio  è  quindi  che  si  eviti  il  rischio  di  paralizzare  una  riforma  che  l’Italia  aspetta  da  anni,  e  che   consentirebbe   di   allinearci   ulteriormente   all’Europa,   così   come   accaduto   con   l’introduzione   dell’IMU:  nel  2008,  con  la  cancellazione  dell’ICI,  il  nostro  era  l’unico  Paese  che  non  prevedeva  una   tassazione   sugli   immobili.   L’imposizione   sul   comparto   degli   immobili   in   Italia   oggi   si   attesta   allo   0,61%,   a   fronte   del   3,1%   fatto   registrare   dagli   USA   e   del   2,4%   della   Francia.   Molto,   però,   rimane   ancora  da  fare:  a  cominciare  dalla  revisione  di  una  matrice  di  calcolo  ingannevole.

 

UFFICIO STAMPA AGEFIS

 

Eliana Lanza

press@agefis.it

Skype

eliana.lanza

 

Redazione Edilizia.com
4 Dicembre 2012

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