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Legge 27 marzo 1992

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Legge 27 marzo 1992, n. 257 - Norme relative alla cessazione dellŽimpiego dellŽamianto. (pubblicata sul Supplemento Ordinario. alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992) (aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510)


Capo I - Disposizioni Generali

Art. 1 - Finalità

1. La presente legge concerne lŽestrazione, lŽimportazione, la lavorazione, lŽutilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento, nel territorio nazionale, nonché lŽesportazione dellŽamianto e dei prodotti che lo contengono e detta norme per la dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione dellŽestrazione, dellŽimportazione, dellŽesportazione e dellŽutilizzazione dellŽamianto e dei prodotti che lo contengono, per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dallŽinquinamento da amianto, per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla riconversione produttiva e per il controllo sullŽinquinamento da amianto.

2. Sono vietate lŽestrazione, lŽimportazione, lŽesportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto. Previa autorizzazione espressa dŽintesa fra i Ministri dellŽambiente, dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato e della sanità, è ammessa la deroga ai divieti di cui al presente articolo per una quantità massima di 800 chilogrammi e non oltre il 31 ottobre 2000, per amianto sotto forma di treccia o di materiale per guarnizioni non sostituibile con prodotti equivalenti disponibili. Le imprese interessate presentano istanza al Ministero dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato che dispone, con proprio provvedimento, la ripartizione pro-quota delle quantità sopra indicate, nonché determina le modalità operative conformandosi alle indicazioni della commissione di cui allŽarticolo 4


Art. 2 - Definizioni

1. Ai fini della presente legge si intendono per:

a) amianto: i silicati fibrosi di cui allŽarticolo 23 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
b) utilizzazione dellŽamianto: la lavorazione e la produzione di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto libero o legato in matrice friabile o in matrice cementizia o resinoide, o di prodotti che comunque possano immettere nellŽambiente fibre di amianto;
c) rifiuti di amianto: i materiali di scarto delle attività estrattive di amianto, i detriti e le scorie delle lavorazioni che utilizzano amianto, anche provenienti dalle operazioni di decoibentazione nonché qualsiasi sostanza o qualsiasi oggetto contenente amianto che abbia perso la sua destinazione dŽuso e che possa disperdere fibre di amianto nellŽambiente in concentrazioni superiori a quelle ammesse dallŽarticolo 3.

Art. 3 - Valori limite

1. La concentrazione di fibre di amianto respirabili nei luoghi di lavoro ove si utilizza o si trasforma o si smaltisce amianto, nei luoghi ove si effettuano bonifiche, negli ambienti delle unità produttive ove si utilizza amianto e delle imprese o degli enti autorizzati alle attività di trasformazione o di smaltimento dellŽamianto o di bonifica delle aree interessate, non può superare i valori limite fissati dallŽarticolo 31 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, come modificato dalla presente legge.
2. I limiti, le procedure e i metodi di analisi per la misurazione dei valori dellŽinquinamento da amianto, compresi gli effluenti liquidi e gassosi contenenti amianto, sono disciplinati dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 114.
3. Eventuali aggiornamenti o modifiche dei limiti di cui ai commi 1 e 2 sono disposti, in coerenza con la normativa comunitaria, anche su proposta della commissione di cui allŽarticolo 4, con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dellŽambiente e con il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato.
4. La lettera a) del comma 1 dellŽarticolo 31 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, è sostituita dalla seguente: «a) 0,6 fibre per centimetro cubo per il crisotilo».
5. Il comma 2 dellŽarticolo 31 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, è abrogato


Capo II - Istituzione della commissione di valutazione e norme di attuazione

Art. 4 - Istituzione della commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi allŽimpiego dellŽamianto

1. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, con il Ministro dellŽambiente, con il Ministro dellŽuniversità e della ricerca scientifica e tecnologica e con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale è istituita, presso il Ministero della sanità, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi allŽimpiego dellŽamianto, di seguito denominata commissione, composta da:

a) due esperti di tecnologia industriale, designati dal Ministro dellŽuniversità e della ricerca scientifica e tecnologica;
b) due esperti di materiali e di prodotti industriali, designati dal Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato;
c) due esperti di problemi dellŽigiene ambientale e della prevenzione nei luoghi di lavoro, designati dal Ministro della sanità;
d) due esperti di valutazione di impatto ambientale e di sicurezza delle produzioni industriali, designati dal Ministro dellŽambiente;
e) un esperto di problemi della previdenza sociale, designato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale;
f) un esperto dellŽIstituto superiore di sanità;
g) un esperto del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR);
h) un esperto dellŽEnte per le nuove tecnologie, lŽenergia e lŽambiente (ENEA);
i) un esperto dellŽIstituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL);
l) tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale;
m) due rappresentanti delle organizzazioni delle imprese industriali e artigianali del settore;
n) un rappresentante delle associazioni di protezione ambientale di cui allŽarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 .

2. La commissione di cui al comma 1 è presieduta dal Ministro della sanità o da un Sottosegretario di Stato da questi delegato.

Art. 5 - Compiti della commissione

1. La commissione di cui allŽarticolo 4 provvede:

a) ad acquisire i dati dei censimenti di cui allŽarticolo 10;
b) a predisporre, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, avvalendosi dellŽIstituto superiore di sanità e dellŽISPESL, un piano di indirizzo e di coordinamento per la formazione professionale del personale del Servizio sanitario nazionale addetto al controllo dellŽattività di bonifica;
c) a predisporre disciplinari tecnici sulle modalità per il trasporto e il deposito dei rifiuti di amianto nonché sul trattamento, lŽimballaggio e la ricopertura dei rifiuti medesimi nelle discariche autorizzate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e successive modificazioni e integrazioni;
d) ad individuare i requisiti per la omologazione dei materiali sostitutivi dellŽamianto e dei prodotti che contengono tali materiali, in relazione alle necessità dŽuso ed ai rischi sanitari ed ambientali, avvalendosi anche dei laboratori delle università o del CNR o di enti operanti nel settore del controllo della qualità e della sicurezza dei prodotti;
e) a definire i requisiti tecnici relativi ai marchi e alla denominazione di qualità dei prodotti costituiti da materiali sostitutivi dellŽamianto;
f) a predisporre, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo lŽamianto.

2. Per lŽespletamento delle attività di cui al comma 1, la commissione può avvalersi della collaborazione di istituti ed enti di ricerca.

3. La commissione predispone rapporti annuali sullo stato di attuazione dei compiti ad essa attribuiti dalla presente legge che trasmette al Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, al Ministro della sanità, al Ministro dellŽambiente, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e al Ministro dellŽuniversità e della ricerca scientifica e tecnologica.


Art. 6 - Norme di attuazione

1. Il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, di concerto con il Ministro della sanità, può integrare con proprio decreto, su proposta della commissione di cui allŽarticolo 4, la lista delle sostanze di cui allŽarticolo 23 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 .
2. Entro trecentosessantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, di concerto con il Ministro dellŽambiente e con il Ministro della sanità, stabilisce con proprio decreto, sulla base di quanto indicato dalla commissione di cui allŽarticolo 4 ai sensi dellŽarticolo 5, comma 1, lettera d), i requisiti per la omologazione dei materiali sostitutivi dellŽamianto e dei prodotti che contengono tali materiali e individua prodotti per i quali sia prevista la sostituzione dei componenti di amianto.
3. Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, adotta con proprio decreto, da emanare entro trecentosessantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le normative e le metodologie tecniche di cui allŽarticolo 5, comma 1, lettera f).
4. Il Ministro dellŽambiente, di concerto con il Ministro della sanità, adotta con proprio decreto, da emanare entro trecentosessantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i disciplinari tecnici di cui allŽarticolo 5, comma 1, lettera c).
5. Il Presidente del Consiglio dei ministri emana con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli atti di indirizzo e di coordinamento delle attività delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano di cui allŽarticolo 10 della presente legge, ai sensi dellŽarticolo 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400.
6. Il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, sentiti il Ministro della sanità, il Ministro dellŽambiente, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e il Ministro dellŽuniversità e della ricerca scientifica e tecnologica, presenta annualmente al Parlamento, anche in base dei rapporti annuali di cui allŽarticolo 5, comma 3, una relazione sullo stato di attuazione della presente legge.
7. Le disposizioni concernenti lŽomologazione dei materiali sostitutivi dellŽamianto e dei prodotti che contengono tali materiali non si applicano agli elementi costruttivi e ai componenti privi di fibre di amianto che alla data di entrata in vigore della presente legge risultino omologabili sulla base della normativa di settore ovvero di innocuità accertata dallŽIstituto superiore di sanità.


Art. 7 - Conferenza nazionale

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, avvalendosi della commissione di cui allŽarticolo 4 e dŽintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui allŽarticolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, promuove, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, una conferenza nazionale sulla sicurezza ambientale e sanitaria delle tecnologie industriali, nonché dei materiali e dei prodotti di cui alla presente legge, con la partecipazione di esperti e di rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, delle imprese, delle associazioni di protezione ambientale di cui allŽarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, delle associazioni dei consumatori e degli utenti riconosciute per legge, delle università e dei centri ed istituti di ricerca.



Capo III - Tutela dellŽambiente e della salute

Art. 8 - Classificazione, imballaggio, etichettatura


1. La classificazione, lŽimballaggio e lŽetichettatura dellŽamianto e dei prodotti che contengono amianto sono disciplinati dalla legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive modificazioni e integrazioni, e dal D.P.R. 24 maggio 1988, n. 215.

Art. 9 - Controllo sulle dispersioni causate dai processi di lavorazione e sulle operazioni di smaltimento e bonifica

1. Le imprese che utilizzano amianto, direttamente o indirettamente, nei processi produttivi, o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dellŽamianto, inviano annualmente alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano e alle unità sanitarie locali nel cui ambito di competenza sono situati gli stabilimenti o si svolgono le attività dellŽimpresa, una relazione che indichi:

a) i tipi e i quantitativi di amianto utilizzati e dei rifiuti di amianto che sono oggetto dellŽattività di smaltimento o di bonifica;
b) le attività svolte, i procedimenti applicati, il numero e i dati anagrafici degli addetti, il carattere e la durata delle loro attività e le esposizioni allŽamianto alle quali sono stati sottoposti;
c) le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto;
d) le misure adottate o in via di adozione ai fini della tutela della salute dei lavoratori e della tutela dellŽambiente.

2. Le unità sanitarie locali vigilano sul rispetto dei limiti di concentrazione di cui allŽarticolo 3, comma 1, e predispongono relazioni annuali sulle condizioni dei lavoratori esposti, che trasmettono alle competenti regioni e province autonome di Trento e di Bolzano ed al Ministero della sanità.

3. Nella prima attuazione della presente legge la relazione di cui al comma 1 deve riferirsi anche alle attività dellŽimpresa svolte nellŽultimo quinquennio ed essere articolata per ciascun anno.


Art. 10 - Piani regionali e delle province autonome

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, entro centottanta giorni dalla data di emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui allŽarticolo 6, comma 5, piani di protezione dellŽambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dallŽamianto.

2. I piani di cui al comma 1 prevedono tra lŽaltro:

a) il censimento dei siti interessati da attività di estrazione dellŽamianto;
b) il censimento delle imprese che utilizzano o abbiano utilizzato amianto nelle rispettive attività produttive, nonché delle imprese che operano nelle attività di smaltimento o di bonifica;
c) la predisposizione di programmi per dismettere lŽattività estrattiva dellŽamianto e realizzare la relativa bonifica dei siti;
d) lŽindividuazione dei siti che devono essere utilizzati per lŽattività di smaltimento dei rifiuti di amianto;
e) il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro attraverso i presidi e i servizi di prevenzione delle unità sanitarie locali competenti per territorio;
f) la rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di amianto;
g) il controllo delle attività di smaltimento e di bonifica relative allŽamianto;
h) la predisposizione di specifici corsi di formazione professionale e il rilascio di titoli di abilitazione per gli addetti alle attività di rimozione e di smaltimento dellŽamianto e di bonifica delle aree interessate, che è condizionato alla frequenza di tali corsi;
i) lŽassegnazione delle risorse finanziarie alle unità sanitarie locali per la dotazione della strumentazione necessaria per lo svolgimento delle attività di controllo previste dalla presente legge;
l) il censimento degli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, con priorità per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti.

3. I piani di cui al comma 1 devono armonizzarsi con i piani di organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti di cui al D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, e successive modificazioni e integrazioni.

4. Qualora le regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano non adottino il piano ai sensi del comma 1, il medesimo è adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato e con il Ministro dellŽambiente, entro novanta giorni dalla scadenza del termine di cui al medesimo comma 1.


Art. 11 - Risanamento della miniera di Balangero

1. Il Ministero dellŽambiente promuove la conclusione di un accordo di programma con il Ministero dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, con il Ministero della sanità, con la regione Piemonte, con la comunità montana di Valle di Lanzo e con il comune di Balangero per il risanamento ambientale della miniera ivi esistente e del territorio interessato, con priorità di utilizzo dei lavoratori della medesima miniera nelle attività di bonifica.

2. Per il finanziamento dellŽaccordo di programma di cui al comma 1 è autorizzata, a carico del bilancio dello Stato, la spesa di lire 30 miliardi in ragione di lire 15 miliardi per il 1992 e di lire 15 miliardi per il 1993.

3. AllŽonere derivante dallŽattuazione del comma 2, pari a lire 15 miliardi per lŽanno 1992 e a lire 15 miliardi per lŽanno 1993, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lŽanno 1992, allŽuopo parzialmente utilizzando lŽaccantonamento «Norme per la riconversione delle produzioni a base di amianto (di cui lire 6,3 miliardi quale limite di impegno dal 1993)».


Art. 12 - Rimozione dellŽamianto e tutela dellŽambiente

1. Le unità sanitarie locali effettuano lŽanalisi del rivestimento degli edifici di cui allŽarticolo 10, comma 2, lettera l), avvalendosi anche del personale degli uffici tecnici erariali e degli uffici tecnici degli enti locali.

2. Con decreto del Ministro della sanità, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le norme relative agli strumenti necessari ai rilevamenti e alle analisi del rivestimento degli edifici, nonché alla pianificazione e alla programmazione delle attività di rimozione e di fissaggio di cui al comma 3 e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di rimozione.

3. Qualora non si possa ricorrere a tecniche di fissaggio, e solo nei casi in cui i risultati del processo diagnostico la rendano necessaria, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono la rimozione dei materiali contenenti amianto, sia floccato che in matrice friabile. Il costo delle operazioni di rimozione è a carico dei proprietari degli immobili.

4. Le imprese che operano per lo smaltimento e la rimozione dellŽamianto e per la bonifica delle aree interessate debbono iscriversi a una speciale sezione dellŽalbo di cui allŽarticolo 10 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441. Il Ministro dellŽambiente, di concerto con il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, stabilisce con proprio decreto, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i requisiti, i termini, le modalità e i diritti di iscrizione. Le imprese di cui al presente comma sono tenute ad assumere, in via prioritaria, il personale già addetto alle lavorazioni dellŽamianto, che abbia i titoli di cui allŽarticolo 10, comma 2, lettera h), della presente legge.

5. Presso le unità sanitarie locali è istituito un registro nel quale è indicata la localizzazione dellŽamianto floccato o in matrice friabile presente negli edifici. I proprietari degli immobili devono comunicare alle unità sanitarie locali i dati relativi alla presenza dei materiali di cui al presente comma.
Le imprese incaricate di eseguire lavori di manutenzione negli edifici sono tenute ad acquisire, presso le unità sanitarie locali, le informazioni necessarie per lŽadozione di misure cautelative per gli addetti. Le unità sanitarie locali comunicano alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano i dati registrati, ai fini del censimento di cui allŽarticolo 10, comma 2, lettera l).

6. I rifiuti di amianto sono classificati tra i rifiuti speciali, tossici e nocivi, ai sensi dellŽarticolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, in base alle caratteristiche fisiche che ne determinano la pericolosità, come la friabilità e la densità.



Capo IV - Misure di sostegno per i lavoratori

Art. 13 - Trattamento straordinario di integrazione salariale e pensionamento anticipato


1. Ai lavoratori occupati in imprese che utilizzano ovvero estraggono amianto, impegnate in processi di ristrutturazione e riconversione produttiva, è concesso il trattamento straordinario di integrazione salariale secondo la normativa vigente.

2. Con effetto fino a settecentotrenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i lavoratori occupati nelle imprese di cui al comma 1, anche se in corso di dismissione o sottoposte a procedure fallimentari, e che possano far valere nellŽassicurazione generale obbligatoria per lŽinvalidità, la vecchiaia ed i superstiti almeno trenta anni di anzianità assicurativa e contributiva agli effetti delle disposizioni previste dallŽarticolo 22, primo comma, lettere a) e b), della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, hanno facoltà di richiedere la concessione di un trattamento di pensione secondo la disciplina di cui al medesimo articolo 22 della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, con una maggiorazione dellŽanzianità assicurativa e contributiva pari al periodo necessario per la maturazione del requisito dei trentacinque anni prescritto dalle disposizioni sopra richiamate, in ogni caso non superiore al periodo compreso tra la data di risoluzione del rapporto e quella del compimento di sessanta anni, se uomini, o cinquantacinque anni se donne anche se il requsito occupazionale sia pari a quindici unità per effetto di decremento di organico dovuto al pensionamento anticipato.

3. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentito il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, individua i criteri per la selezione delle imprese di cui al comma 1 e determina, entro il limite di seicento unità, il numero massimo di pensionamenti anticipati.

4. Le imprese, singolarmente o per gruppo di appartenenza, rientranti nei criteri di cui al comma 3, che intendano avvalersi delle disposizioni del presente articolo, presentano programmi di ristrutturazione e riorganizzazione e dichiarano lŽesistenza e lŽentità delle eccedenze strutturali di manodopera, richiedendone lŽaccertamento da parte del CIPE unitamente alla sussistenza dei requisiti di cui al comma 2.

5. La facoltà di pensionamento anticipato può essere esercitata da un numero di lavoratori non superiore a quello delle eccedenze accertate dal CIPE. I lavoratori interessati sono tenuti a presentare allŽimpresa di appartenenza domanda irrevocabile per lŽesercizio della facoltà di cui al comma 2 del presente articolo, entro trenta giorni dalla comunicazione allŽimpresa stessa o al gruppo di imprese degli accertamenti del CIPE, ovvero entro trenta giorni dalla maturazione dei trenta anni di anzianità di cui al medesimo comma 2, se posteriore.
LŽimpresa entro dieci giorni dalla scadenza del termine trasmette allŽIstituto nazionale della previdenza sociale (INPS) le domande dei lavoratori, in deroga allŽarticolo 22, primo comma, lettera c), della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni. Nel caso in cui il numero dei lavoratori che esercitano la facoltà di pensionamento anticipato sia superiore a quello delle eccedenze accertate, lŽimpresa opera una selezione in base alle esigenze di ristrutturazione e riorganizzazione. Il rapporto di lavoro dei dipendenti le cui domande sono trasmesse allŽINPS si estingue nellŽultimo giorno del mese in cui lŽimpresa effettua la trasmissione.

6. Per i lavoratori delle miniere o delle cave di amianto il numero di settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa ai periodi di prestazione lavorativa ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche è moltiplicato per il coefficiente di 1,5.

7. Ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori che abbiano contratto malattie professionali a causa dellŽesposizione allŽamianto documentate dallŽIstituto nazionale per lŽassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), il numero di settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa a periodi di prestazione lavorativa per il periodo di provata esposizione allŽamianto è moltiplicato per il coefficiente di 1,5.

8. Per i lavoratori che siano stati esposti allŽamianto per un periodo superiore a dieci anni, lŽintero periodo lavorativo soggetto allŽassicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dallŽesposizione allŽamianto, gestita dallŽINAIL, è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,5.

9. Ai dipendenti delle miniere o delle cave di amianto o delle imprese di cui al comma 1, anche se in corso di dismissione o sottoposte a procedure fallimentari o fallite, che possano far valere i medesimi requisiti di età e anzianità contributiva previsti dal comma 2 presso lŽIstituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali (INPDAI), è dovuto, dallŽIstituto medesimo, a domanda e a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello della risoluzione del rapporto di lavoro, lŽassegno di cui allŽarticolo 17 della legge 23 aprile 1981, n. 155. LŽanzianità contributiva dei dirigenti ai quali è corrisposto il predetto assegno è aumentata di un periodo pari a quello compreso tra la data di risoluzione del rapporto di lavoro e quella del compimento di sessanta anni, se uomini, e cinquantacinque anni se donne.

10. La gestione di cui allŽarticolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, corrisponde al Fondo pensioni lavoratori dipendenti per ciascun mese di anticipazione della pensione una somma pari allŽimporto risultante dallŽapplicazione dellŽaliquota contributiva in vigore per il Fondo medesimo sullŽultima retribuzione annua percepita da ciascun lavoratore interessato, ragguagliata a mese, nonché una somma pari allŽimporto mensile della pensione anticipata, ivi compresa la tredicesima mensilità. LŽimpresa, entro trenta giorni dalla richiesta da parte dellŽINPS, è tenuta a corrispondere a favore della gestione di cui allŽarticolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, per ciascun dipendente che abbia usufruito del pensionamento anticipato, un contributo pari al trenta per cento degli oneri complessivi di cui al presente comma, con facoltà di optare per il pagamento del contributo stesso, con addebito di interessi nella misura del dieci per cento in ragione dŽanno, in un numero di rate mensili, di pari importo, non superiore a quello dei mesi di anticipazione della pensione.

11. Nei territori di cui allŽarticolo 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, e successive modificazioni, nonché nelle zone industriali in declino, individuate dalla decisione della Commissione delle Comunità europee del 21 marzo 1989 (89/288/CEE), ai sensi del regolamento CEE n. 2052/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, il contributo di cui al comma 10 del presente articolo è ridotto al venti per cento. La medesima percentuale ridotta si applica altresì nei confronti delle imprese assoggettate alle procedure concorsuali di cui alle disposizioni approvate con regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, e al decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n. 95, e successive modificazioni e integrazioni, e al relativo pagamento si applica lŽarticolo 111, primo comma, n. 1), delle disposizioni approvate con il citato regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.

12. AllŽonere derivante dallŽattuazione del presente articolo, pari a lire 6 miliardi per il 1992, lire 60 miliardi per il 1993 e lire 44 miliardi per il 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti iscritti, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lŽanno 1992, allŽuopo parzialmente utilizzando, per il 1992, lŽaccantonamento «Finanziamento di un piano di pensionamenti anticipati» e, per il 1993 e il 1994, lŽaccantonamento «Interventi in aree di crisi occupazionale».

13. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le conseguenti variazioni di bilancio.



Capo V - Sostegno alle imprese


Art. 14 - Agevolazioni per lŽinnovazione e la riconversione produttiva

1. Le imprese, singole o associate, che utilizzano amianto e quelle che producono materiali sostitutivi dellŽamianto, possono accedere al Fondo speciale rotativo per lŽinnovazione tecnologica di cui allŽarticolo 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, per lŽattuazione di programmi di innovazione tecnologica finalizzata alla riconversione delle produzioni a base di amianto o allo sviluppo e alla produzione di materiali innovativi sostitutivi dellŽamianto.

2. Le imprese, singole o associate, che intraprendono attività di innovazione tecnologica, concernenti lo smaltimento dei rifiuti di amianto, la trasformazione dei residui di lavorazione e la bonifica delle aree interessate, sono ammesse, ai sensi del comma 1, al finanziamento dei relativi programmi.

3. Presso il Ministero dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato è istituito il «Fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto».

4. Il Comitato interministeriale per il coordinamento della politica industriale (CIPI), entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce le condizioni di ammissibilità e le priorità di accesso ai contributi del Fondo di cui al comma 3 e determina i criteri per lŽistruttoria delle domande di finanziamento.

5. Le disponibilità del Fondo di cui al comma 3 sono destinate alla concessione di contributi in conto capitale alle imprese che utilizzano amianto, per programmi di riconversione produttiva che prevedano la dismissione dellŽamianto e il reimpiego della manodopera, ovvero per la cessazione dellŽattività sulla base di programmi concordati con le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative.

6. Il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato stabilisce con proprio decreto, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità e i termini per la presentazione delle domande di finanziamento e per la erogazione dei contributi.

7. Il contributo in conto capitale di cui al comma 5 può essere elevato fino al dieci per cento del contributo erogabile a favore delle imprese di cui al medesimo comma 5 che non facciano ricorso alla cassa integrazione guadagni.

8. È autorizzato a carico del bilancio dello Stato il conferimento al Fondo di cui al comma 3 della somma di lire 50 miliardi in ragione di lire 15 miliardi per il 1992 e di lire 35 miliardi per il 1993.

9. AllŽonere derivante dallŽattuazione del comma 8, pari a lire 15 miliardi per il 1992 e a lire 35 miliardi per il 1993, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lŽanno 1992, allŽuopo parzialmente utilizzando lŽaccantonamento «Norme per la riconversione delle produzioni a base di amianto (di cui lire 6,3 miliardi quale limite di impegno dal 1993)».

10. Il CIPI, su proposta del Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, può riconoscere carattere di priorità ai programmi di cui ai commi 1 e 2.



Capo VI - Sanzioni


Art. 15 - Sanzioni


1. La mancata adozione delle misure idonee a garantire il rispetto dei valori limite di cui allŽarticolo 3, nonché lŽinosservanza del divieto di cui al comma 2 dellŽarticolo 1, sono punite con lŽammenda da lire 10 milioni a lire 50 milioni.

2. Per lŽinosservanza degli obblighi concernenti lŽadozione delle misure di sicurezza previste dai decreti emanati ai sensi dellŽarticolo 6, commi 3 e 4, si applica la sanzione amministrativa da lire 7 milioni a lire 35 milioni.

3. A chiunque operi nelle attività di smaltimento, rimozione e bonifica senza il rispetto delle condizioni di cui allŽarticolo 12, comma 4, si applica la sanzione amministrativa da lire 5 milioni a lire 30 milioni.

4. Per lŽinosservanza degli obblighi di informazione derivanti dallŽarticolo 9, comma 1, e dallŽarticolo 12, comma 5, si applica la sanzione amministrativa da lire 5 milioni a lire 10 milioni.

5. Alla terza irrogazione di sanzioni previste dal presente articolo, il Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato dispone la cessazione delle attività delle imprese interessate.



Capo VII - Disposizioni finanziarie


Art. 16 - Disposizioni finanziarie

1. AllŽonere derivante dallŽattuazione dellŽarticolo 4, pari a lire 2 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lŽanno 1992, allŽuopo parzialmente utilizzando lŽaccantonamento «Norme per la protezione dalla esposizione allŽamianto».

2. Per la realizzazione dei piani di cui allŽarticolo 10 sono concessi contributi a carico del bilancio dello Stato pari a lire 8 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994 a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano secondo modalità definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, emanato su proposta del Ministro dellŽindustria, del commercio e dellŽartigianato, di concerto con il Ministro dellŽambiente e con il Ministro della sanità, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. AllŽonere derivante dallŽattuazione del comma 2, pari a lire 8 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lŽanno 1992, allŽuopo parzialmente utilizzando lŽaccantonamento «Norme per la protezione dalla esposizione allŽamianto».

4. La Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere nellŽanno 1992, entro il limite massimo di mutui concedibili dalla Cassa medesima ai sensi della legislazione vigente, agli enti locali che rientrano nei piani di cui allŽarticolo 10, ai fini della bonifica delle strutture di competenza, previa certificazione dellŽinesistenza di cespiti delegabili, entro il limite complessivo di lire 40 miliardi, mutui decennali con ammortamento a carico dello Stato. A tal fine è autorizzata la spesa di lire 6,3 miliardi annui a decorrere dallŽanno 1993.

5. AllŽonere derivante dallŽattuazione del comma 4, pari a lire 6,3 miliardi a decorrere dallŽanno 1993, si provvede negli anni 1993 e 1994 mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lŽanno 1992, allŽuopo parzialmente utilizzando lŽaccantonamento «Norme per la riconversione delle produzioni a base di amianto (di cui lire 6,3 miliardi quale limite di impegno dal 1993)».

6. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.



Tabella (prevista dallŽarticolo 1, comma 2)

a) lastre di amianto piane o ondulate, di grande formato (due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge);

b) tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, ad uso civile e industriale (due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge);

c) guarnizioni di attrito per veicoli a motore, macchine e impianti industriali (un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge);

d) guarnizioni di attrito di ricambio per veicoli a motore, veicoli ferroviari, macchine e impianti industriali con particolari caratteristiche tecniche (due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge);

e) guarnizioni delle testate per motori di vecchio tipo (due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge);

f) giunti piatti statici e guarnizioni dinamiche per elementi sottoposti a forti sollecitazioni (due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge);

g) filtri e mezzi ausiliari di filtraggio per la produzione di bevande (un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge);

h) filtri ultrafini per la sterilizzazione e per la produzione di bevande e medicinali (due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge);

i) diaframmi per processi di elettrolisi (due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge).

 

 

Redazione Edilizia.com
20 Aprile 2007

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